LIVORNO, SABATO 16 MAGGIO 2026 ORE 11.00 CHIESA DELLA MADONNA
A cura di: Associazione ACCADEMIA DEGLI AVVALORATI Via della Madonna, 50, Livorno Cell. 3391114737 PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con il patrocinio di:
Comune di Livorno, Archivio di Stato di Livorno, Sillabe Casa Editrice, Banda Città di Livorno, Consolato Onorario della Repubblica Ceca, Pontificio Collegio Nepomuceno di Roma, Diocesi di Livorno, Cattedrale San Francesco di Livorno, Parrocchia della Madonna, Congregazione Olandese Alemanna, Associazione Borgo dei Greci Livorno, Associazione Federazione Italiana Salvamento Acquatico, Salvamento Angeli Rossi, Scuola Italiana Cani Salvataggio.
La storia
La Statua di San Giovanni Nepomuceno collocata sul ponte di via della Madonna a Livorno, rappresenta un panorama culturale, religioso, politico e artistico di respiro internazionale della Livorno Settecentesca, inerente al passaggio dinastico granducale di Toscana dai Medici ai Lorena. Giovanni nacque a Nepomuck nel 1330 e studiò nell’Accademia di Praga, divenne sacerdote, predicatore e canonico nella metropolitana Chiesa di San Vito. Rifiutò sia la dignità vescovile sia la prepositura dell’antichissima Chiesa di Wifferad, preferendo la carica di limosiniere e di confessore della regina Laonde Giovanna. Il re Venceslao, accecato dalla gelosia, tentò più volte Giovanni affinché rivelasse con gli onori e le minacce il segreto confessionale della propria consorte; non riuscendo a corrompere la sua costanza, il 30 aprile del 1383 lo fece gettare nella Moldava. Nel 1719 la Chiesa Cattolica dichiarò «incorruttibile» la lingua di Giovanni. Nel 1721 avvenne la sua beatificazione e nel 1729 si decretò la bolla della sua canonizzazione. Giovanni Nepomuceno è oggi Santo Patrono di Praga, della Repubblica Ceca e di tutta la Mitteleuropa. Patrono-taumaturgo dei confessori, degli avvocati, protettori dei ponti, delle acque è anche invocato per allontanare i rischi e pericoli di alluvione e allagamento. Nel passato fu il santo protettore delle truppe imperiali alemanne. Dal 6 al 16 marzo del 1739, fecero visita e permanenza a Livorno, le altezze reali Francesco III (duca di Lorena e di Bar e granduca di Toscana) e Maria Teresa d’Austria (arciduchessa d’Austria e granduchessa di Toscana). Dimostrazioni di gioia e di festa furono espresse da tutte le nazioni stranieri presenti a Livorno. A ricordo di questo straordinario evento il 22 giugno del 1739 il Consiglio di Reggenza di Firenze accolse la richiesta del commendatario dell’Ordine dei Gerosolimitani e generale delle Truppe Imperiali Karl Franz Wachtendonck (già miracolato dal santo boemo il 19 settembre del 1734 durante la Battaglia di Guastalla) di poter alzare sopra il ponte della Madonna la Statua di San Giovanni Nepomuceno. Il generale Wachtendonck morì a Livorno il 15 agosto del 1741 e fu sepolto nella insigne Collegiata sotto il pulpito. L’epigrafe sottostante alla statua ricorda proprio la visita dei granduchi a Livorno, mentre le incisioni su marmo, presenti sulla balaustra del ponte, invocano alla devozione a San Giovanni Nepocemuno «custode delle anime» a ricordo dei pescatori e marinari che persero la vita in mare, a largo del porto di Livorno. Nell’adiacente Chiesa della Madonna (sita nella cosmopolita via della Madonna, già via dei Greci) il padre francescano Aurelio Roden, confessore della Nazione Olandese Alemanna, commissionò (a metà del XVIII secolo) all’artista francese François Riviere un’opera pittorica raffigurante il santo boemo e poi riprodotta nell’incisione dell’acquaforte di Francesco Bartolozzi. La stampa era custodita nella Biblioteca Marucelliana di Firenze e questa scoperta è avvenuta nel 2013 sotto la cura del ricercatore Fabrizio Ottone. La copia della stampa è oggi portata in processione il 16 maggio di ogni anno in occasione della ricorrenza del santo boemo, una festa livornese, ideata nel 2013 dall’associazione Accademia degli Avvalorati per valorizzare la Livorno Città Storica delle Nazioni con il sostegno morale di oltre 40 patrocinatori. Durante il secondo conflitto mondiale, la statua fu tolta prima del 1944, mentre il ponte della Madonna fu semidistrutto e successivamente recuperato nel dopo guerra. Nel recente passato a suffragare lo stretto rapporto tra Livorno e San Giovanni Nepomuceno, fu la residenza estiva tra il 1931 ed il 1974 del Pontificio Collegio Nepomuceno di Roma, localizzata nella Villa Maria tra Via del Pino e Via di Montenero. Alcune scene cinematografiche, che inquadrano la statua di san Giovanni Nepomuceno sul ponte della Madonna e le rovine del Teatro degli Avvalorati, sono state scoperte da Marco Sisi (video-maker Rai) nel film «Imbarco a Mezzanotte» (Stranger on the Prowl) diretto dai registi Joseph Losey e Andrea Forzano nel lontano 1952. La statua fu restaurata nel 1996 per opera della Soprintendenza B.A.A.A.S di Pisa. L’associazione Accademia degli Avvalorati ha pubblicato nel 2013 il volume La Statua di San Giovanni Nepomuceno, Livorno 1739 (Sillabe, 2013) ed il suo presidente Massimo Signorini, ha composto un inno in onore di san Giovanni Nepomuceno su testo di Pier Fernando Giorgetti. Importanti musicisti come J.C. Bach, G.B. Pergolesi, A. Caldara, J.M. Haydn, N. Porpora, G. Reutter, L. Hofmann, B. Furlanetto, G.J. Hahn… hanno dedicato importanti composizioni musicali in suo onore. Nel Vesperale nella sezione Pro aliquibus locis la liturgia delle ore del 16 maggio è dedicata a San Giovanni Nepomuceno. Sono molte le città europee che vantano la presenza della statua di San Giovanni Nepomuceno (Praga, Monaco di Baviera, Milano, Roma, Venezia, Morbegno, Colorno, Vigevano, Acireale…) sui ponti e nelle piazze, dopo che Innocenzo XIII riconobbe il culto del Santo all’inizio del XVIII secolo.
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